SICUREZZA
INFORMATICA E ATTIVITÀ NOTARILE: IL MANUALE DELLA
SICUREZZA.
di Valerio Auriemma
Come abbiamo visto nella precedente relazione le norme ci indicano la via
da seguire e rappresentano un buon punto
di partenza.
La legge
notarile è un sistema valido di archiviazione per la custodia e la
conservazione del documento autentico e per la sua consultazione e fruizione
nel tempo.
La legge, inoltre, prevede un vero e proprio piano di
continuità del servizio notarile con norme che permettono la ricostruzione degli atti
originali, la trasmissione degli stessi agli uffici ed altro, questo molto prima che si
cominciasse a parlare nel mondo dell’informatica di backup, disaster recovery e business continuity.
Ma tutto ciò è
sufficiente? Come possiamo sostenere la costante evoluzione tecnologica?
Matura nella società l’esigenza di affrontare il problema della
sicurezza delle informazioni in maniera
organica e sistematica, anche utilizzando gli strumenti che gli standard
internazionali mettono a disposizione.
E',
dunque, necessario riorganizzare e coordinare i documenti e le procedure già
esistenti ed utilizzate nello studio notarile. I comportamenti e le regole
devono adeguarsi e rispettare le nuove norme di legge.
Così come nella
società civile, anche nei nostri studi cresce costantemente il bisogno di
“sicurezza” delle informazioni.
L’obiettivo principale che ci possiamo porre è quello di
realizzare un sistema di gestione della sicurezza
dell’informazione nello studio professionale, al fine di rendere l’attività
svolta più sicura, più efficace, ed al fine di adeguare i comportamenti e le
regole alle norme di legge.
Ulteriore obiettivo, ma di non minore importanza, è
quello di creare nei nostri studi un ambiente
favorevole allo sviluppo tecnico e tecnologico: si tratta di affrontare il
problema della sicurezza dell’informazione
non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da un punto di vista organizzativo
e culturale.
Dagli standard internazionali per
la sicurezza possiamo mutuare un modello di sistema ben collaudato e
conosciuto: quello basato sull’approccio per “processi”.
Il “processo”
può essere definito come un'attività in cui si utilizzano risorse per compiere
operazioni su dati, o meglio come un insieme di attività correlate o
interagenti che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita.
Per potere ottenere un valido sistema di gestione della sicurezza
devono essere coinvolte tutte le procedure dello studio notarile. Non possiamo
pensare di applicare i principi della sicurezza solo ad alcuni aspetti della
nostra attività, non possiamo creare compartimenti stagni.
L'identificazione,
la comprensione e la gestione dei processi che si svolgono all’interno ed all’esterno dello studio notarile, e che in
qualche modo lo coinvolgono, costituiscono gli ingredienti essenziali
per la costruzione di un buon sistema di gestione della sicurezza.
Tale
approccio consente al notaio di esercitare un controllo in piena consapevolezza
delle attività dello studio, anche di quelle che non sono da lui direttamente
eseguite.
Al fine di sviluppare il sistema di gestione della sicurezza possiamo
identificare, secondo un diffuso schema organizzativo, quattro momenti
fondamentali all’interno di un ciclo ripetitivo:
- la pianificazione, in cui si definisce una politica di sicurezza, e
si individuano gli obiettivi da raggiungere ed i processi per la gestione dei
rischi;
- l'utilizzo, che
consiste nel mettere in opera la politica di sicurezza, i processi e le
procedure;
- la verifica del sistema, ossia un
controllo e monitoraggio delle procedure e la gestione degli errori; - il miglioramento, fase in cui correggere e
migliorare il sistema sulla base delle verifiche e dei risultati
ottenuti.
In tal modo si innesca un ciclo virtuoso in cui, terminata l’ultima
fase, si riparte dalla prima. Questo ciclo è essenziale in tema di sicurezza,
infatti, mai come in questo campo i problemi e le novità sono all’ordine del
giorno; occorre dunque uno strumento flessibile ed in continuo perfezionamento.
Ma cosa è la “politica di sicurezza”? E’ in sostanza una
dichiarazione di impegno, che proviene
dal titolare (nel nostro caso il notaio), interessato a seguire le norme
essenziali della sicurezza dell’informazione. Ad esempio, una politica di
sicurezza da adottare, sottoscrivere e comunicare a tutti collaboratori dello
studio potrebbe essere la seguente:
“L'attività
notarile si basa e costruisce sulla gestione dei dati e delle informazioni.
Le informazioni sono un bene dello studio
ed hanno un valore intrinseco: quello di consentire la sopravvivenza stessa
dello studio.
Le informazioni vanno
protette da pericoli che possono compromettere la normale continuazione dell'attività.
La sicurezza delle informazioni vuole
assicurarne:
·
la riservatezza;
·
l'integrità;
·
la disponibilità;
·
l'autenticità.
Il notaio ed il personale dello studio s'impegnano a soddisfare i
requisiti e a migliorare continuamente
l'efficacia del sistema di gestione della sicurezza.
Il notaio si impegna a
comunicare e far comprendere la politica della sicurezza all’interno dello studio notarile ed a riesaminarla periodicamente
per garantirne l’idoneità.”.
Esaminiamo ora il contenuto del manuale della sicurezza
predisposto dal gruppo di lavoro che, su incarico del Consiglio Nazionale, si è occupato di
tali problematiche, ricordando che questo strumento va inteso come un contenitore da riempire, un
punto di partenza da cui iniziare e da adattare
alle esigenze di ogni studio, che possono essere le più varie.
Per iniziare non si può prescindere da un attento
esame ed un'approfondita analisi della situazione esistente nello studio. Occorre dunque
predisporre un inventario della struttura informatica
dello studio utilizzando, come aiuto, il questionario allegato “A” al manuale.
Terminato
l’inventario è opportuna la classificazione delle informazioni. Qui ci vengono
in aiuto le tabelle 1.1 ed 1.2 del manuale,
in cui è stata fatta una generale classificazione dei dati trattati
all’interno di uno studio notarile, con una suddivisione spesso già adottata
all’interno degli studi, ed inoltre simile a
quella prevista per gli studi di settore. Le varie colonne servono ad individuare gli interessati al trattamento, la
natura dei dati trattati, la struttura di riferimento ed altre utili
indicazioni di tipo organizzativo e tecnico.
Una volta individuati i trattamenti, le banche
dati, gli strumenti informatici e le finalità, occorre individuare con precisione le persone preposte al trattamento,
i compiti assegnati e le responsabilità. E’ possibile in questo caso seguire lo
schema molto semplificato della tabella 2 del manuale,
dove il principale soggetto interessato è lo studio notarile (con i relativi
notaio, dipendenti, collaboratori,
ecc.), ma in cui possono essere compresi il commercialista, il consulente del
lavoro, le
società di assistenza o consulenza
informatica, ed altri vari soggetti.
Il
successivo passo, di importanza fondamentale, è l’analisi dei rischi. Questa
attività è particolarmente complessa, e su di essa moltissima dottrina si è
prolungata in dettagliate analisi. Tuttavia,
considerate le dimensioni di uno studio notarile, è possibile seguire lo schema
base elencato nella tabella 3 del manuale, al fine di individuare le
categorie di rischi principali.
Alcuni rischi derivano dal comportamento degli
operatori, come ad esempio la sottrazione di credenziali di autenticazione agli
operatori, la carenza di consapevolezza (da cui l’importanza della formazione), le difficoltà di apprendimento, la
disattenzione o l’incuria (il famoso post-it sul monitor), i comportamenti sleali, rancorosi o fraudolenti di un
operatore (ad esempio nel caso di licenziamento o semplicemente per
antipatia), l’errore materiale commesso da un operatore (quanto è frequente la
cancellazione accidentale di file o di intere cartelle?).
Altri rischi dipendono da strumenti ed attrezzature, tra questi possiamo
citare l’azione di virus informatici o di programmi suscettibili di recare danno (il cosiddetto malware),
lo spamming (ossia quella quantità enorme di posta indesiderata avente
ad oggetto le cose più disparate dal tentativo di vendita di qualche prodotto alle catene circolari) che
ingolfa le nostre caselle di posta e fa perdere tempo, le tecniche di sabotaggio, il malfunzionamento delle macchine,
l’indisponibilità o il degrado degli strumenti, gli accessi esterni non
autorizzati, l’intercettazione di informazioni in rete.
Esistono poi gli eventi relativi al contesto, di
solito meno frequenti ma forse più pericolosi tra cui gli accessi non autorizzati a
locali ad accesso ristretto, la sottrazione di strumenti contenenti dati, gli eventi distruttivi,
naturali o artificiali, dolosi o colposi, accidentali o dovuti ad incuria, il guasto ai sistemi complementari (impianto elettrico,
climatizzazione, ecc.), gli errori umani nella gestione della sicurezza fisica.
Tutti questi
rischi vanno contrastati adottando idonee misure di sicurezza, tra cui quelle
obbligatorie previste dal codice per la protezione dei dati personali. E’
chiaro che l’adozione di ulteriori misure di sicurezza oltre quelle
obbligatorie è più che opportuna, ma in molti casi dipende da un’attenta analisi dei rischi, dalla
possibilità di prevedere eventi, dal costo per implementarle ed applicarle,
e da tutta una serie di altri fattori. Dovremo quindi decidere caso per caso,
tenendo presente che la chiave è sempre la consapevolezza della scelta: posso
stabilire di non adottare una misura di
sicurezza che mi protegga dal rischio di una calamità naturale (che sarebbe
costosissima e servirebbe a
contrastare un evento più che raro), ma probabilmente procederò a stipulare un contratto
di assicurazione.
La tabella 4.1 del manuale indica degli esempi di compilazione relativi
alle misure di sicurezza.
E’ semplice il primo caso: al fine di contrastare il rischio di un accesso
logico ai dati del mio computer utilizzerò
un sistema di autenticazione informatica basato su credenziali di
autenticazione univoche. Nel secondo esempio è indicato che, per contrastare il
rischio di virus informatici nel sistema è installato un software antivirus
con aggiornamento semestrale. Entrambe queste due misure di sicurezza rientrano
tra quelle “minime” previste dal codice. Se volessimo aumentare il livello di
sicurezza con una semplice operazione ed un costo molto basso imposteremo il software
antivirus per l’aggiornamento automatico quotidiano. In questo caso abbiamo
preso una misura minima e l’abbiamo modificata in modo da rafforzarla. Possiamo
comunque immaginare anche misure di sicurezza diverse da quelle “minime” come
ad esempio un sofisticato sistema di allarme
per la protezione della stanza in cui si trova il server o un cane da guardia
per la protezione della stanza del notaio ... solo l’analisi dei rischi
e lo studio di misure idonee, in relazione alle esigenze specifiche, potranno
stabilire il corretto livello di sicurezza che ognuno vorrà adottare, sempre
nel rispetto di quello minimo.
Ulteriori contenuti possono certamente essere previsti nel manuale e
tra questi la formazione continua del notaio
e del personale, il controllo dei trattamenti affidati all'esterno (sia con
sistemi di verifica a campione che con
vincoli contrattuali), la gestione dei rapporti con i fornitori, un eventuale
piano di continuità del servizio e così via.
Dobbiamo fare uno sforzo, in conclusione, per riorganizzare le misure
utilizzate nei nostri studi, al fine di renderle coerenti ed efficienti;
dobbiamo introdurre nuove procedure e misure laddove siamo carenti.
Se riusciremo a creare la giusta sensibilità verso
la sicurezza, a predisporre cioè un orientamento alla sicurezza, allora potremo lavorare in
un “ambiente sicuro”, un ambiente che sarà favorevole
allo sviluppo tecnico e tecnologico dei nostri studi.
La sicurezza,
non si dirà mai abbastanza, non è un prodotto ma un processo. Non potremo
comprarla in fretta aderendo alle svariate offerte di pacchetti “tutto
compreso”. Potremo di certo perseguirla investendo un po’ di tempo e denaro nel
modo giusto (ad esempio in formazione).
Un’ultima
considerazione: da tempo vedo la sicurezza come un obiettivo importante per la nostra categoria anche per ragioni esterne, una
carta da giocare nei confronti dello Stato che ci dà la pubblica funzione, e dei soggetti con cui veniamo
quotidianamente in contatto, sia come singoli notai che come notariato; la sicurezza dell’informazione è qualcosa che
può contribuire ad aumentare quello che tutti rappresentiamo
all’esterno: la “fiducia”.
Il notaio è il soggetto istituzionalmente preposto a
garantire un particolare tipo di sicurezza, quella dei rapporti giuridici.
Allora possiamo e dobbiamo con forza affermare che il notaio, come garantisce la sicurezza dei rapporti giuridici,
garantisce la sicurezza dei dati che tratta, allo scopo di tutelare i
clienti, i cittadini, le imprese, lo Stato.